Agrivoltaico, dal Tar la prima fondamentale indicazione: agricoltura e produzione di energia pulita possono convivere.

Agricoltura e produzione di energia pulita possono convivere

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rriva dal Tar di Lecce una pronuncia promettente per l’intero settore della produzione di energia elettrica e per il mondo agricolo e che, per i principi esposti, appare capace di aprire un vero e proprio fronte su più ampia scala di portata nazionale. La Sentenza del Tar salentino (n. 248 dell’11.02.2022), in accoglimento del ricorso proposto dalla società HEPV18 partecipata da Heliopolis, Energie e Museum, che hanno sede in Trentino Alto Adige, rappresentata e difesa dal Prof. Avv. Saverio Sticchi Damiani, ha finalmente preso atto che mentre nel caso di impianti fotovoltaici tout court il suolo viene reso impermeabile, viene impedita la crescita della vegetazione e il terreno agricolo, quindi, perde tutta la sua potenzialità produttiva, nell’agrivoltaico l’impianto è invece posizionato direttamente su pali più alti e ben distanziati tra loro, in modo da consentire la coltivazione sul terreno sottostante e dare modo alle macchine da lavoro di poter svolgere il loro compito senza impedimenti per la produzione agricola prevista. Pertanto, la superficie del terreno resta permeabile, raggiungibile dal sole e dalla pioggia, e utilizzabile per la coltivazione agricola.

 

Comunicato stampa

Leggi qui il comunicato stampa completo (PDF)

 

Testo della sentenza

Per il testo integrale della sentenza consulta invece il sito web www.saveriosticchidamiani.com

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